Lettori fissi

mercoledì 15 giugno 2011

Il Progetto

Quando vivi una vita che ti va stretta come il vestito della prima comunione indossato vent'anni e trenta chili dopo aver ingoiato quell'ostia, c'è una sola cosa che ti permette di andare avanti senza rischiare di oltrepassare quella linea sottile che divide la pazienza dall'esplosione: ed è avere un progetto.

La consapevolezza che le pressioni che subisci ogni singolo giorno, ogni singolo minuto da quando hai cominciato a capire che c'è qualcosa aggrappato al tuo petto che t'impedisce di respirare saranno state utili per lo scopo che ti sei fissato.

Ma cosa fai quando non hai un progetto?

Se sei furbo te ne trovi uno, e gli dedichi tutto il tempo disponibile per realizzarlo, e comunque tutto il tempo necessario per fare in modo che venga fuori esattamente come avevi lo avevi concepito, immaginato e sperato.

Se invece ti manca il coraggio, la pazienza o qualche altra virtù che ora non ho la voglia di pensare, puoi sempre andare avanti.
Ma dovrai fare i conti con la consapevolezza che hai rinunciato al tuo status di essere umano per diventare nulla di diverso da un cane a cui basta una ciotola piena di croccantini, una cuccia e un po' di sesso a scopo riproduttivo.

La caffeina aiuta

Se c'è una cosa che avevo dimenticato del rapporto di coppia con l'altra metà del tuo cielo impegnata a studiare per un master in Disoccupazione, oltre al sesso occasionale in macchina causa mancanza di domicilio non invaso da familiari, è il drastico taglio di bilancio al budget di ore di sonno disponibili.

D'altronde è del tutto ragionevole che la tua ragazza, dopo essersi svegliata alle dieci, aver passato il resto della mattinata a desiderare di trovare lavoro (possibilmente ben retribuito; possibilmente da svolgere a casa) ed un estenuante pomeriggio passato su faccia libro a condividere link il 99% delle volte partoriti dalle menti di adombrati mentali fan del peggiore Moccia, arrivi la sera con un incontenibile bisogno di rilassarsi.

Perfettamente d'accordo: è quello che vorrei fare anch'io dopo essermi svegliato alle sette dopo aver preso sonno all'una e mezza di notte (complice l'indolenza di un membro della famiglia che mi aspetta alzato solo per potermi dire di portare dentro la macchina e ricordarmi che non dovrei fare tardi la sera).

Ovviamente qualcuno avrà già intuito che il mio concetto di relax, quando sono stanco, ma stanco del tipo "parata di martelli pneumatici danzanti sulla testa" con tanto di anomalia gravitazionale che aumenta esponenzialmente il peso delle palpebre, non è esattamente quello di una trasferta con amici a quaranta chilometri da casa.

Ora una piccola serie di considerazioni:

Considerazione numero 1: al tempo, seguendo gli stessi odierni ritmi imposti dalla mia ex (anche lei disoccupata all'epoca) ho rischiato di ammazzare entrambi per un colpo di sonno mentre guidavo con il pilota automatico mentale inserito;

Considerazione numero 2: ora come ora, la mia Lei si sta comportando come la mia ex (con cui per altro è legata da amicizia);

Considerazione numero 3: parlando dell'avere dei figli, mi ha confidato che se volesse accalappiarmi le basterebbe smettere di prendere la pillola a mia insaputa. Questo, aggiunto al resoconto di un sogno che ha fatto, in cui a distanza di un anno a partire da oggi ci siamo sposati con prole, mi lascia leggermente nervoso;

Considerazione numero 4: ho in corpo cinque caffè ed una red bull, quindi potrei soffrire di paranoia dovuto a stress da ipercaffeinizzazione.