Lettori fissi

mercoledì 15 giugno 2011

Il Progetto

Quando vivi una vita che ti va stretta come il vestito della prima comunione indossato vent'anni e trenta chili dopo aver ingoiato quell'ostia, c'è una sola cosa che ti permette di andare avanti senza rischiare di oltrepassare quella linea sottile che divide la pazienza dall'esplosione: ed è avere un progetto.

La consapevolezza che le pressioni che subisci ogni singolo giorno, ogni singolo minuto da quando hai cominciato a capire che c'è qualcosa aggrappato al tuo petto che t'impedisce di respirare saranno state utili per lo scopo che ti sei fissato.

Ma cosa fai quando non hai un progetto?

Se sei furbo te ne trovi uno, e gli dedichi tutto il tempo disponibile per realizzarlo, e comunque tutto il tempo necessario per fare in modo che venga fuori esattamente come avevi lo avevi concepito, immaginato e sperato.

Se invece ti manca il coraggio, la pazienza o qualche altra virtù che ora non ho la voglia di pensare, puoi sempre andare avanti.
Ma dovrai fare i conti con la consapevolezza che hai rinunciato al tuo status di essere umano per diventare nulla di diverso da un cane a cui basta una ciotola piena di croccantini, una cuccia e un po' di sesso a scopo riproduttivo.

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