Lettori fissi

giovedì 4 agosto 2011

La bellezza del brutto

Di ritorno da una serata in bianco causa indisposizione della mia adorata compagna di zozzerie, mi ritrovo a pensare ad alcune mie amiche caratterizzate da un tasso di desiderabilità che va da zero a piuttosto impotente, ma che talvolta, grazie a piccoli dettagli significativi, vengono elette a reginette dei sogni zozzi nel piccolo sgabuzzino mentale dove la maggior parte del tempo il mio padrone di casa mi confina a pane e acqua.






Prendiamo ad esempio Duchessa Vorrei Ma Non Posso, moglie di un carissimo amico del succitato padrone di casa.
La prima impressione che solitamente si ha di lei è che se il Padreterno esistesse ha davvero un discutibile senso dell'umorismo, o quanto meno un senso estetico opinabile.

Duchessa è brutta. Senza mezzi termini. Ma con un dettaglio: è una bruttezza affascinante.



Ma come a Clark Kent basta togliere gli occhiali e mettersi una tutina che farebbe sorgere dubbi sulla sua sessualità per trasformarsi in Superman, a Duchessa basta mettersi una gonna, indossare una paio di sandali con tacco a spillo e lisciarsi i capelli per farmi venire voglia di infrangere il nono comandamento.

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