Lettori fissi

martedì 4 ottobre 2011

Torna di moda il tema della "cura" per l'omosessualità...


... finalmente un tema di prioritaria importanza dopo le curiosità su crisi economica, disoccupazione giovanile e compagnia bella.

Ora, ho avuto le mie belle esperienze sessuali con individui che come me avevano gli attributi penduli, e la cosa mi è piaciuta. E parecchio anche. E non mi sono sentito sporco, immorale o qualunque sentimento negativo le gerarchie ecclesiastiche o pseudo-padane sostengono avrei dovuto provare.

Ebbene si. Ora si spiega per quale motivo la mia situazione
occupazionale benché non sia delle migliori
non mi piega più di tanto.
Semplicemente, è stato solo un altro modo per eiaculare e dare piacere ad un altro individuo.

Giusto per essere chiari.

Ora che l'annuncio di pubblica utilità sulle mie attitudini sessuali ha chiarito come la penso, passiamo ad una discussione seria e documentata sulla questione.

La cura per l'omosessualità esiste, ed è già stata messa in pratica da un tale Robert G. Heath dell'Università di Tulane. Uno scienziato. Non un leghista di merda o un cardinale sessualmente represso, insomma.

La sua area di specializzazione, se non ricordo male, era lo studio dell'area settale del cervello, un'area che convoglia le sensazioni di piacere ed eccitazione sessuale, che è possibile stimolare con impulsi elettrici.
Immagina di poter avere un orgasmo premendo semplicemente un pulsante e avrai un'idea delle possibili applicazioni pratiche.

Il buon dottore ha preso uno sbandato tossicomane con il vizio di sedersi su appendici falliche, gli ha bucato il cranio inserendoci degli elettrodi per accendere il motore del piacere e li ha collegati ad un bottoncino.

si, diciamo una cosa del genere
Fatto questo ha messo su una serie di pornazzi di genere etero premendo il pulsantino ogni volta che appariva una scena di sesso spinto.
Quando il dottore pensò di averlo cotto a puntino gli combinò un appuntamento con una prostituta.
Esperimento riuscito.
A un anno dall'esperimento la cavia il paziente ha perseverato nella sua nuova veste di esploratore di cunicoli vaginali.

Quindi, eureka, la cura esiste ed è a portata di mano.

Però, se la "cura" è riuscita a trasformare un omosessuale in un etero, sarebbe divertente scoprire se la cosa funzionerebbe (letteralmente) nell'altro senso.

Consiglierei una somministrazione del trattamento a parecchi celoduristi di casa nostra...

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