Lettori fissi

martedì 13 dicembre 2011

C'è stato un tempo in cui sono stato bambino

Princess Nympho
Ricordo gli anni delle medie come gli anni peggiori della mia vita. Per svariati motivi di cui ora non ho voglia (o affettuosa nostalgia) di parlare.

Se sei un bambino (e non provare a fare quella faccia offesa con me, bamboccetto con il mento ancora sporco di vomito di latte) che va alle medie ti basti sapere che all'epoca non esistevano cellulari e/o computer e/o internet e/o playstation/xbox e/o Facebook o cazzi vari.

E ti dirò di più: il massimo che potevi fare con le ragazzine era qualche bacetto sulla guancia e una quantità industriale di cazzate che sparavi davanti agli amici per vantarti.

Erano tempi in cui la parola blog doveva ancora essere non solo inventata, ma addirittura concepita.
In quei rari casi in cui un ragazzino come te avesse voluto mettere per iscritto la sua sull'ultimo giochino del Game Boy o dell'ultimo disco dei Metallica (togliti quel sorrisino di scherno dalla faccia, coglioncello o lo faccio io con la cassa dello stereo che ho sottomano), e magari farlo con cognizione di causa aveva solo un modo per farlo: partecipare al Giornalino Scolastico.


Princess Nympho

Me li ricordo bene, cazzo se me li ricordo bene! 4 pagine 4 ricavate da un paio di fogli A4, scritti a mano e fotocopiati, dove l'interpretazione delle immagini richiedeva doti di chiaroveggenza di livello 8 e tre quarti in una scala da 1 a Wanna Marchi.

E comunque sia, quelle pagine abbondavano di tutto tranne dell'unica cosa che possa interessare ad un tredicenne che ha appena scoperto che l'uccello serve non solo per pisciare: foto su foto di donne nude.

E qui veniamo alla ragion d'essere di questa sottospecie testimonianza scritta della mia ansia da invecchiamento: un paio di immagini ritoccate per dare l'idea della fotocopiatura per provare a vedere come sarebbe stato avere qualche immaginetta zozza sul giornalino in questione.

Ah, ci tenevo a precisare, ad onor del vero, che quei giornalini
mi hanno sempre fatto cagare.

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