Lettori fissi

lunedì 9 gennaio 2012

Sassolini nelle scarpe

DUNQUE


Con i miei amici ti piace uscire come a me piace essere preso a calci nelle palle. E non ti dai pena di nasconderlo. Per carità, ottima cosa.

Però se faccio io il gesto di accennare che una serata con i TUOI amici non è esattamente il mio ideale di divertimento t'incazzi come una leghista che ha appena scoperto che il vicino è un immigrato marocchino.

Quando usciamo insieme non manchi di farmi notare il tuo apprezzamento per altri aitanti esemplari di virile mascolinità.

Se io accenno al fatto che la cameriera che ci ha appena serviti ha veramente dei begli occhi (e sai che non mi metto a indovinare la biancheria che porta) devo impedirti di prendere il coltello per evitare che tu possa farti un vibratore personalizzato col mio cazzo.

Se ti faccio notare queste semplici e trascurabili incongruenze, dici che faccio ridere i polli.

Se ai tuoi insulti rispondo con la fottuta indifferenza che meritano, dici che non ho le palle.

Rido se penso che credevo di essere io il matto.

Nessun commento:

Posta un commento