Lettori fissi

venerdì 1 marzo 2013

Cinque giorni dopo


Cinque giorni sulla tazza del cesso.

A mangiare niente di diverso da riso bollito in quantità tale da poter cagare onigiri.

A farmi cocktail di tè, limone, enterogermina e imodium.

A non poter toccare caffè e/o sigarette senza il rischio di lasciare una bava marrone tipo lumaca nel tragitto fino al cesso.

Ce n'è abbastanza da far irritare un bradipo in stato vegetativo. Ma non è questo che mi fa girare le parti pendule del mio essere fisico.

Perdere cinque giorni di paga per un'influenza intestinale di merda.

Questo è quello che mi manda davvero, totalmente e definitivamente fuori di cervello.

2 commenti:

  1. Potrebbe andare peggio... avresti potuto perdere più giorni di paga o peggio lavorare svomitazzando, facendo una staffetta al cesso ogni 5 secondi oppure trovare il bagno occupato.
    Sono un po' disfattista oggi... neanche si nota

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    1. No, fortunatamente non mi è mai capitato di dover svomitazzare a lavoro (anche se ci sono andato vicino una volta quando ho visto una tizia a cui serviva una sedia per chiappa che gli sbucava il perizoma).

      A cosa devo il tuo disfattismo comunque??? ;-)

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