Lettori fissi

giovedì 14 marzo 2013

Riflessioni sulla tazza del cesso #25


Se c'è qualcosa di cui tendo ad abusare (a parte caffè, sigarette e masturbazione) è il termine "odiare".

Può darmi fastidio l'odore del tuo respiro quando parli;
O potrei provare il desiderio di pisciare nel boccale di birra che tracanni come se non esistesse un domani;
Ma è un fastidio che generalmente dura il tempo di una scoreggia.

La verita è che io non odio (quasi) nessuno. Provo indifferenza, ma non odio.

A parte qualche rara eccezione.

Come chi mi sbatte in faccia il proprio benessere con l'esplicito intento di farmi sentire (inutilmente) un morto di fame;
O come chi approfitta della propria raccomandazione per fare i propri porci comodi guardandoti dall'alto in basso con un ghigno di superiorità stampato sulla faccia di merda;
O chi vorrebbe farmi perdere il rispetto per la donna che amo vantando i numeri da film porno quando ancora stava con lei (numeri da tempo superati dal sottoscritto) perché ancora gli brucia il fatto di non essere riuscito a tenersela stretta.

Questa è la gente che odio.

Gente che dovrebbe tener presente che non occorre ricetta per Guttalax o altri lassativi da banco.


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