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giovedì 21 maggio 2015

Autodiagnosi di un cagasotto

Ok. Devo venire a patti con questa cosa: credo di stare per entrare in una lieve ma sgradevole crisi di depressione.
O quanto meno di un esaurimento nervoso.

La causa? Boh.

I sintomi? una costante, pressante sensazione di angoscia.

La sento aleggiare attorno a me come una scoreggia silenziosa allo zolfo mischiato con aglio.

Come una nuvoletta di fantozziana memoria da cui goku mi doccia con fiotti di piscio acido.

Impotenza: non sessuale, malgrado le occasioni di fare roba con Princess Nympho stiano calando notevolmente mi attesto comunque sui cinque orgasmi a botta tre giorni la settimana.

La sensazione che qualunque cosa (buona o cattiva) mi sia successa, succede o succederà non potrò mai fare in modo di poterla agguantare o contrastare.

La sensazione di sentirmi costantemente non all'altezza.

La responsabilità non mi spaventa, ed alcune scelte che sto facendo lo dimostrano pienamente. Mi spaventa il pensiero di non essere in grado di provvedere alla mia famiglia.

E la guerra, cazzo. Ho scoperto di avere una paura fottuta della guerra.

Ho sentito abbastanza storie dall'Anziana Progenitrice Del Lato Materno Della Famiglia prima che la Comare Secca venisse a trovarla da ringraziare di non averla vissuta sulla mia pelle. Ora non riesco a passare mezza giornata senza stare a controllare le ultime notizie.

Cazzo, ho davvero bisogno di una birra....

2 commenti:

  1. Ciao caro,
    mi sei mancato enormemente in questo lasso di tempo e spesso mi sono chiesta dove fosse finito il mio blogger prediletto.
    Eccolo trovato.
    La sensazione di disastro cosmico imminente ho cominciato a sentirla circa 4/5 anni fa e non mi è ancora passata.. se fosse una guerra, una crisi tale da portare la guerriglia urbana (dichiaratamente, intendo, perché a livello ufficioso già siamo abbastanza malmessi) o salcazzo cosa non so ancora dirlo.
    Anche io continuo a non sentirmi all'altezza e alla faccia dell'adolescenza! Sto peggio adesso, costretta come sono a indossare una maschera costante.
    E se tu senti lo stesso magari pure questo ti porta alla sensazione di angoscia immane che ti attanaglia l'anima.
    Insomma ubriachiamoci perché proprio non se ne esce.

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  2. Via Kore, non ti vergogni a titillare così spudoratamente il lato peggiore del mio ego?!?!
    Scherzi a parte, mi fa piacere risentirti, anche se avrei preferito averlo fatto in un momento meno incasinato (mentalmente parlando) della mia vita.
    Quello della maschera è uno stratagemma che penso usi il novanta per cento della popolazione. Chi era Pirandello o Calvino che ne aveva fatto il suo cavallo di battaglia?
    Comunque hai ragione...

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