Lettori fissi

domenica 31 maggio 2015

Rimpianto: il tuo nome è donna

Da che ho discernimento di queste cose colleziono rimpianti come neanche un album di figurine calciatori, e ho imparato a riconoscerne il retrogusto amarognolo appena mi capitano sotto il naso.

C'era una volta questa ragazza, la prima di cui mi sia seriamente innamorato (dove per innamorato intendo pensare ad una ragazza/o la maggior parte del tempo senza dedicarle neppure una sega): le ho sbavato dietro in segreto per un tre o quattr'anni, senza mai farle capire nulla.

Alla fine mi sono dichiarato. Quando lei si era appena messa insieme ad un altro.

Tu guarda la sfiga: risolvi tutti i problemi che t'impediscono di dirle quello che provi e ti dimentichi l'unico veramente importante: il tempismo.

Ormai avevamo superato la famigerata linea d'ombra, con lei che (garbatamente, va detto) cercava di evitare ogni singolo contatto, ed io che facevo i conti col primo due di picche della mia vita.

L'ho rivista nelle foto del suo matrimonio che ha postato su faccia libro: Semplicemente radiosa.

Amo P.N. Seriamente. E l'idea che abbia scelto me per un futuro insieme mi rende orgoglioso. Solletica quella parte del mio ego che dice che in fondo qualcosa che valga in me ci sia.

Ma rivedendo quelle foto non riesco a dimenticare quel due di picche. Il primo di una lunga serie. E l'unico che mi ha veramente bruciato.

2 commenti:

  1. Beh Lovas, dopo tre o quattro anni di cotta seria/innamoramento e conseguente bruciante delusione è a mio parere normale che tu ti faccia pensieri nel rivedere la donna in questione.
    Un po' è orgoglio ferito, un po' è l'umano inferno del "come sarebbe stato se".
    E l'amore non c'entra nulla o almeno non per forza.
    Credo inoltre che sia una conseguenza del tuo fare sul serio con PN.

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    1. Come sempre non posso fare a meno di darti ragione, kore.

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