Lettori fissi

mercoledì 24 febbraio 2016

The Lovas Legacy

Dopo un fisiologico momento di morta sono tornato alla vecchia e sana (oddio, è da vedere) pratica di alternare la mia occupazione ufficiale al buon vecchio mestiere di cameriere.

Fa bene all'auto stima notare che la mia assenza è stata notata.

To make a long story short, l'altra sera mi stavo occupando della mia vecchia mansione, approvvigionamento bevande. Il Sogno Erotico Che Viene Dal Freddo si è offerta di aiutarmi preparando i cestini del pane. 

Sogno Erotico Che Viene Dal Freddo: -Allora te lo taglio?-

Lovas: -Fammi fare un figlio, prima, no?-

Sogno Erotico Che Viene Dal Freddo sgrana gli occhi

Sogno Erotico Che Viene Dal Freddo: -Perché, vorresti pure fare un figlio?!-

Lovas: -L'idea è quella.-

Sogno Erotico Che Viene Dal Freddo: -Ma povera creatura che t'ha fatto di male?!

Lovas: -Oi, è del mio retaggio genetico che stiamo parlando, dovresti chiederti cos'ha fatto di male il mondo.-

Sogno Erotico Che Viene Dal Freddo: -Ma l'hai sentito questo? Vorrebbe fare un figlio!-

Cassiera Quarantenne Col Fisico Da Pornostar Anni 80: -Ma è una cosa assolutamente contro natura! È come se Rocco Siffredi decidesse di fare un'operazione per farsi rimpicciolire il pene! L'unica soluzione è sterilizzarti.-

Automaticamente metto la mano sul cavallo: morire dissanguato per evirazione via orale da parte di queste due ha un suo fascino perverso, ma preferirei rimandare.

Sogno Erotico Che Viene Dal Freddo: -Cos'è, un'imitazione di Micheal Jackson?-

Lovas: -ne vuoi vedere un'altra?-

Ed esco dall'ufficio a passo di Moonwalk: Lovas are you ok? Are you ok Lovas? 

lunedì 22 febbraio 2016

Ci siamo


Eccoci qua: comincia lo pseudo romanzo a puntate di cui ti ho parlato. Se t'interessa, sappi che la scadenza sarà molto libera.

giovedì 11 febbraio 2016

Comunicazione di servizio

il computer è nelle stesse condizioni del bancomat della mia zona: fuori servizio.

Quindi il blog lo aggiorno col tablet. Che vuol dire? Non posso caricare immagini, mettere link o formattare il testo come voglio.

A breve comincerò a pubblicare una specie di romanzo a puntate su un nuovo blog: quando inizierà la pubblicazione metterò il link qui a lato.


Inception time #01

Un vecchio coi capelli lunghi, accento napoletano e rozze protesi al posto delle mani (una più piccola dell'altra) cerca di accarezzare un bambino.

Si sente un colpo di clacson. Il bambino dice educatamente al vecchio che deve andare. Lo dice con un aria annoiata.

Il vecchio si mette a piagnucolare sul fatto che da quando ha trovato una famiglia nuova non si fa più vedere, mentre il ragazzino corre fuori dal cancello della casa in costruzione in cui è avvenuta la discussione.

Il vecchio si gira e dice al regista che ha fatto un errore a togliere il ragazzino, era lui che reggeva tutta la storia.

Stridore di freni, urlo isterico di donna. Il vecchio e il regista corrono al cancello. In tempo per vedere il padre adottivo del ragazzino correre trascinando un fagotto dietro.

Poi si vede che è un tronco umano, privo di braccia, testa e gamba destra. Dai vestiti si capisce che è il corpo del ragazzino. Non c'è sangue. Neppure una goccia che macchia i vestiti.

Ok, da stasera mai più salame piccante a cena.

E con questo inauguro una nuova fase del blog: quella dei sogni talmente strani che vanno raccontati, giusto per capire se qualcosa deve essere sistemato con lo xanax, se posso farci qualcosa con la smorfia o se devo andarci leggero la sera.


mercoledì 10 febbraio 2016

Chi ha il pane è celiaco



Mi hanno messo in un nuovo team: a quanto pare la mia capacità di sfanculare alla svelta e con inglese educazione i più tenaci fra i defecatori di peni è merce molto apprezzata.

La cosa migliore?
I miei colleghi sono in maggioranza donne.
In maggioranza fighe.

La cosa peggiore? Sono fidanzato.
E mio cognato, che ha speso una buona parola per me, lavora sul mio stesso piano.

È come essere golosi di dolci, scoprire di avere il diabete e finire a lavorare nella pasticceria del fratello del tuo medico curante.

venerdì 5 febbraio 2016

The walking Lovas

Ho latitato questo blog per un bel pezzo, al punto che per un attimo ho quasi avuto paura non mi riconoscesse più.

è che ultimamente ho avuto la mia bella dose di cetrioli per supposta a cui pensare:

Il lavoro: ho già detto che ho cambiato lavoro? Ebbene si, non passo più il tempo a desiderare la morte dei clienti nel momento in cui porto l'ennesima richiesta a rate durante il pienone domenicale.
Ora lo faccio per telefono; sembra passata un'eternità da quando l'idea di mettermi un paio di cuffie col microfono sembrava essere la quintessenza della figaggine.

La convivenza: non realizzi di quanta merda hai accumulato negli anni finché non ti ritrovi a doverla portare nella nuova casa, scoprire che questa non potrà mai contenerla neanche se si trasformasse nel Tardis di Doctor Who e che dovrai fare una Schindler's List di coloro che si salveranno, ben sapendo che il tuo cuore si sgretolerà nel momento in cui ogni pupazzetto del Burger King affronterà il suo funerale vichingo.

Il matrimonio: ancora è lontano il giorno in cui pronuncerò il fatidico si (cosciente che i veri amici saranno comunque sul sedile del guidatore col motore acceso pronti per un ripensamento), ma le cose vanno comunque preparate: per questo ho cominciato a frequentare i corsi per la cresima.
Non avrei mai pensato che passare un'ora a sentire insegnamenti di un tizio che non è neanche un prete di cui non condivido metà di ciò che dice fosse così stressante. Lo faccio solo per Princess Nympho. Sperò lo ricorderà il prossimo litigio.

Oh beh, per oggi è tutto:  see ya, and good night to the players (arrivederci e buonanotte ai suonatori)