Lettori fissi

sabato 5 marzo 2016

I'm in love with my car

Devo dire, questa cosa della convivenza mi sta pesando meno di quanto pensassi.

Dico sul serio: non mi pesa piegarmi la roba e metterla nei cassetti piuttosto che usare la sedia come armadio.

Ne' farmi venire i reumatismi ogni volta che devo uscire sul balcone in pieno inverno per fumarmi una sigaretta.

Non mi manca lo stereo a tutto volume, anche perché a P.N. La musica troppo alta fa venire il mal di testa (e sappiamo benissimo cosa comporta il mal di testa in una donna, vero?).

Mi piacciono i soprammobili a tema fatato e gli adesivi a farfalla sulle finestre.

Non sono in crisi d'astinenza di cibo spazzatura: un'alimentazione sana non ha mai ucciso nessuno.

Non trovo patetico l'essere passato dalla pinta di scura alla camomilla serale.

Ah, ma chi cazzo voglio prendere per il culo?

Mi piace la vita casalinga, ma mi mancano i miei cazzo di spazi.

Quando vedevo il Molto Onorevole Genitore lavare lucidare e coccolare la sua vettura come la figlia adottiva orientale con cui sposarsi dopo il divorzio che non ha mai avuto.

Scusa papà, ora ti capisco perfettamente. 

Se sei una donna lascia che ti spieghi una cosa: una macchina, per un uomo, è l'unico posto al mondo in cui può ancora esercitare un qualche tipo di controllo.

Per lo meno se voglio fumarci dentro lo faccio e fanculo.

Ti dà fastidio il fumo? Sotto il sedile c'è una mascherina con filtro intercambiabile (true story, don't task)

È l'unico posto in cui posso cantare a squarciagola l'intero testo di Servi Della Gleba e Jeeg Robot D'Acciaio senza che nessuno mi rompa le palle.

L'unico posto dove posso appendere il santino di Kelly Kapowsky (sogno erotico di quando ancora non avevo l'età legale per sapere cosa fossero i sogni erotici) e P.N. Non può dire assolutamente nulla al riguardo.

L'unico posto in cui posso essere disordinato senza che a nessuno importi la radice quadrata di un cazzo.

È il mio salotto, il mio pensatoio, il mio studio di registrazione.

Vuoi entrare? Fatti un'antitetanica, poni la mano sul disco di Afroman e presta giuramento all'unica regola dell'Ambasciata Semovente Del Kontistan: GIURO SUL SINGOLO DI AFROMAN CHE NON ROMPERÒ LE PALLE AL CONDUCENTE.


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