mercoledì 1 aprile 2026

non c'è due senza tre

E così l'Italia (per la terza volta di fila) non riesce a qualificarsi per il mondiale.

Non farò finta d'intendermi di calcio:
Da piccolo ero più che contento di essere scelto per ultimo e solo per fare il portiere, e anche adesso l'unica palla che m'interessa è quella che sto cercando di grattarmi senza farmi vedere dalla collega prima d'impazzire.

Detto questo, non credo che serva essere esperti per capire che se pure Congo e Iraq sono riusciti a qualificarsi e noi no qualcosa che non va deve esserci.

Non seguendo Serie A, Champions League e roba simile ho deciso di chiedere a chi ne sa più di me: un collega a lavoro.

Secondo lui (ma è un pensiero condiviso da parecchia gente che conosco), il problema è che oggi come oggi le squadre Italiane fanno incetta di talenti stranieri per il campionato, snobbando i giocatori italiani.
Poi, quando cominciano i mondiali tornano ai loro paesi, lasciandoci quelle che un certo raffinato gergo tecnico definisce "pippe".

Leggo ora su ANSA che la sconfitta è diventata addirittura un caso politico, con il ministro dello sport (abbiamo davvero un ministro dello sport?) ha dichiarato che "il calcio italiano è da rifondare". 
A breve mi aspetto Salvini pubblicare sui social "basta con i giocatori stranieri, prima il calcio Italiano!" (Che tra parentesi è il motivo per cui ho disinstallato X, facebook e compagnia socializzante).


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