Lettori fissi

giovedì 5 novembre 2015

Messer Lovas e il Paradosso di Fantozzi

Ho avuto un'epifania: la sorprendente (come l'acqua calda) rivelazione che il solo lavoro che fa per me è un lavoro in cui non debba avere a che fare con la gente.

Almeno, non con gente viva: a volte penso seriamente di fare un corso per vestizione di cadaveri. Magari le conversazioni potrebbero essere un po' tendenti al monologo, ma cazzo di sicuro qualcuno che ti ascolta c'è.

Due mesi che ho cominciato a lavorare al call center: ok magari non è esattamente il massimo a cui potresti aspirare quando arrivi ad avere la stessa età di Gesù (non mettermi in croce per questo), ma sai che vuol dire poter finalmente godere dei fine settimana liberi? No? Nemmeno io: continuo a lavorare anche al ristorante.

Anche in codesta nuova occupazione sono riuscito nell'impresa di diventare la barzelletta del team: che posso dire? bisogna pur sfogare il nervosismo che non possiamo far trasparire a parole quando si è al telefono con un novantenne dal dialetto stretto, che mastica una gomma rendendo ancora più incomprensibile la parlata, a cui hai dedicato trenta minuti di chiamata solo per spiegargli come inserire un indirizzo internet in un browser. Anche se questo potrebbe farti assomigliare ad un Jim Carrey dei bei tempi andati in preda a crisi epilettica che prende a cazzotti il fantasma di Muhammed ali mentre cerca di creare un vortice scorreggiando.

Immagine divertente no? E lo è. Cazzo se lo è.

Quando succede a qualcun altro.

 È uno strano fenomeno: io lo chiamo "Il Paradosso di Fantozzi".

Prova ad immaginare la teoria della relatività, mischiata con un pizzico di meccanica quantistica condita con filo di Murphy: un vortice che risucchia negatività (o sfiga, o idiozia) dall'ambiente circostante per concentrarla in un unico individuo, che finisce per passarmela poco gradevolmente. Il paradosso è che all'esterno la cosa sembra comica.

A questo punto potresti chiedermi che differenza c'è tra me e un Giandomenico Fracchia qualsiasi.

Semplice: riesco a percepire la negatività ma riesco anche a riderne. Perché sono in grado di vedermi dall'esterno e percepire il lato comico della situazione.

Si chiama relativizzare.

O magari schizofrenia.


giovedì 17 settembre 2015

È passato un mese da che ho lasciato l'Aanziana Progenitrice Del Lato Paterno Della Famiglia a godersi il (più che) meritato riposo all'ombra di un cipresso.

so che è colpevole da parte mia, ma non posso fare a meno di sghignazzare al pensiero della faccia di P.N. quando ha visto la foto della lapide di mio nonno.

So di avergli staccato la faccia, ad eccezione dei baffi.

A sentire Il Molto Onorevole Genitore quella che condivido col nonno non è solo una somiglianza fisica: a quanto pare aveva il mio stesso carattere. E faceva due lavori, proprio come me.

È morto a cinquantacinque anni. Di crepacuore. Dopo aver passato la vita a lavorare per la sua famiglia.

Spero di non assomigliargli anche in questo.

Senza offesa, eh nonno.




sabato 12 settembre 2015

A volte ritorno

come la pantera che se ne va a spasso per le campagne.

Come l'emergenza immigrazione.

Come Berlusconi.

Ho latitato per un po' da queste parti. Veramente ho latitato qualsiasi cosa avesse a che fare con una vita sociale.

Capita quando in una giornata di ventiquattr'ore ti ritrovi a passarne quattordici diviso fra lavoro ed un corso di formazione per un'azienda talmente riservata che mi cancellerà la memoria il giorno in cui dovessi decidere di andarmene (non scherzo, è scritto sul documento di riservatezza che ho firmato).

Ed il resto a recuperare le quattro ore di sonno per notte e ad espletare funzioni richieste ad un normale essere umano (si, mangiare e cagare sono fra queste).

Per un mese di fila.

Questa routine è servita a qualcosa, oltre a farmi assomigliare (psicologicamente) a Tyler Durden?

Direi di si: un bel contratto.

Siamo tutti contenti, giusto?

COL CAZZO.

Si perché alla fine è il classico pezzo di carta igienica della durata di tre mesi, per una paga oraria, al netto, praticamente uguale a quella attuale, part time (quindi meno ore).

Ok, sono un cagacazzi incontentabile, lagnoso e irritabile, ma lo saresti anche tu se ti ritrovassi costretto ad un doppio lavoro, quando hai disintegrato le tue relazioni sociali per evitarlo, giusto?

Detto questo: con P.N. Tutto bene, anche se l'avvenenza di certe nuove colleghe le stia risvegliando qualche paranoia.

Ho seppellito l'altra mia nonna: da questo 2015 tutto mi aspettavo tranne di fare la doppietta.

Sto pensando di fare un cortometraggio su 'sto blog: auto celebrativo e supponente da parte mia, ma alla fine mi sembra l'unica cosa buona stia vomitando la mia mente.

E ora il meteo.

mercoledì 5 agosto 2015

Ho sbroccato a lavoro.

Era nell'aria.

Doveva succedere prima poi.

La cosa Che mi fa ridere (a ripensarci con distacco)? è che mi sono sempre vantato di essere quello diplomatico.

Quello che ci pensa due volte prima di dare di matto.

Quello che ha sempre riconosciuto l'inutilità degli scatti di rabbia.

Stasera no.

Stasera questa capacità è venuta meno.

La cosa che mi fa incazzare? Il fatto che non potevo scegliere momento peggiore.

Odio il mio lavoro.

L'ho sempre detto e sempre lo dirò.

Ma cazzo, Lovas, stai per mettere su una fottuta famiglia. Il tempo in cui potevi permetterti di mandare tutti a fanculo perché tanto era solo il tuo culo di merda ad andarci di mezzo è finito.

Fra poco dovrai badare alla tua donna, ed in futuro (perché succederà) al tuo cazzo di erede.

Usa quel cervello di merda, cazzo!

giovedì 30 luglio 2015

Sono un fottuto caso umano - Gin, tabacco e sex-tape

Gin a buon mercato, limone spremuto, zucchero, abbastanza ghiaccio che al confronto l'iceberg di Titanic è un cubetto.

Una bella, lunga pomiciata col ventilatore (il condizionatore non me lo posso permettere).

Revisione del sextape che io e P.N. Abbiamo fatto ultimamente.

A te magari non sembrerà un granché, ma considera questo: luglio è finito; agosto si preannuncia ancora più merdoso dell'anno scorso e ci sono serie possibilità che per quest'anno dovrò ricorrere alla realtà virtuale per avere delle ferie.

Uno deve godersi le piccole cose.

lunedì 27 luglio 2015

Sono un fottuto caso umano - Lovas e i cliché erotici

Come ben sai, fare il cameriere non è mai stata esattamente l'ambizione della mia vita.

Motivo per cui non ho mai smesso di guardarmi intorno. Evidentemente la mia miopia è peggiore di quanto pensassi, visto che in quattro anni non ho trovato nulla.

E invece.

Sarà che la situazione lavorativa si sta veramente sbloccando, sarà che qualche divinità si è mossa a compassione, magari semplicemente perchè ogni tanto la ruota deve girare anche per il Buon Vecchio Lovas, stavolta pare essere la volta buona.

Proprio oggi ho fatto un colloquio di conferma per un lavoro che mi consentirebbe di tornare ad occuparmi di qualcosa che mi piace (non entro nei dettagli per amor di scaramanzia).

Sarò sincero: quando sono entrato nella sala adibita alla selezione del personale ho avuto la netta sensazione di ritrovarmi a vivere nella realtà il prologo di un film porno.

Saranno state le esaminatrici in tacchi alti e tailleur a metà coscia;
Sarà stato che quella che sembrava un'insegnante sexy, con quegli occhiali da segretaria succhiava la penna in maniera stranamente equivoca mentre l'altra mi intervistava;
Sarà che la privacy era veramente a prova di situazione imbarazzante.

Resta il fatto che in quel momento il lavoro era l'ultimo dei miei pensieri.

domenica 26 luglio 2015

Non ho mai accusato l'alcol come stasera

Tre tennenents più bicchiere della staffa a base di rum scuro. Credo di reggere l'alcol meno di quanto fossi portato a pensare.
Eppure credo di essere rimasto abbastanza lucido. Almeno quel tanto che basta per schivare le avances di una tipa alticcia quanto me in compagnia di una moretta a cui il pensiero già volava ad una cosa a tre.

Detto questo, devo dire che i rapporti di amicizia temporanea che si creano al pub quando sei in solitaria sono veramente divertenti.

mercoledì 15 luglio 2015

Cinquanta sfumature di grazie al cazzo

Ho già scritto in più di un'occasione della fissa che Princess Nympho ha per "50 sfumature di grigio".

E ho già scritto quello che penso del film.



Proprio ieri P.N. Ha accennato al fatto che sarebbe uscito il libro della saga scritto dal punto di vista di Mr. Gray.

Che.

Due.

Immensi.

Apocalittici.

Coglioni.

COMUNQUE.

Ad un certo punto se ne esce così:

P.N.: - quel libro mi ha rovinato: è vero che mi ha aperto un sacco di orizzonti, però mi ha pure reso molto più esigente!-

Io: -ora sai quello che provano gli uomini coi porno. Benvenuta nel club.-

giovedì 9 luglio 2015

Metti una sera a cena

L'altra sera è venuta a mangiare da noi una signora con quel qualcosa in più.
Ok, non giriamoci attorno: è una trans, ma non è stato quello che mi ha lasciata un attimo perplesso (se segui 'sto blog sai che non basta così poco per farlo).

Il punto è che il suo viso non mi era nuovo. Ho passato tutta la serata ad arrovellarmi il cervello per riuscire a capire dove l'avevo già vista.

Poi ho ricordato: la signora era la curatrice non che protagonista indiscussa di un blog in cui mostrava la (notevole) maestria nell'arte marziale del pompino con ingoio.

Sono stato quasi tentato di chiederle un autografo.

sabato 4 luglio 2015

Le chiacchiere che si fanno a lavoro in quei cinque minuti che passano da quando il lavoro è finito a quando viene effettivamente il momento di timbrare il cartellino sono spesso fecondi di confidenze inaspettate.

Prendiamo ad esempio Il Sogno Erotico Che Viene Dal Freddo: a suo dire ha un'amica che in tempi non sospetti si è dedicata al mestiere che porta il nome di una famosa macchina di casa Ford.
È un mestiere in cui si fa il culo (letteralmente), ma che le permette di portare a casa uno stipendio che la mette in condizione di avere un guardaroba in cui la maglietta più scrausa costa quanto spenderei io per un intero armadio.

Sempre secondo lei, quando iniziò questa sua amica le fece la proposta di andare a lavorare con lei.
Il fatto che ora lavori con noi dovrebbe bastare come risposta.

È ora che ci ripensa si morde la mano.

venerdì 3 luglio 2015

Lovas vs l'ansia

Ok, è ufficiale: sono un fottuto ansioso.

Perlomeno a leggere la pagina di Wikipedia i sintomi sembrano esserci tutti, o comunque abbastanza da farmi propendere per l'ipotesi.

Cioè il panico c'è, la preoccupazione c'è, l'insonnia porca puttana c'è, tremori lasciamo perdere che potrei essere usato come shaker da cocktail.

E quindi?

Tralasciamo l'opzione xanax perché a) non so davvero come procurarmelo e b) mi conosco molto bene e so come funziona il mio approccio all'assuefazione.

Ribadisco: e quindi?

Se devo dar retta alla pagina, una delle prime cose da fare è ridurre la caffeina. Effettivamente quindici caffè al giorno cominciano ad essere troppi anche per me.

Mangiare meglio, e questo posso dire di aver già cominciato considerato che mangio carboidrati solo a pranzo o a cena e per il resto vado ad insalata.

Camomilla e valeriana? Beh, si anche quello potrebbe essere una buona idea. E se poi le uso per farmici una canna diventa addirittura un'idea divertente.

Alcol? Questo funziona. Cazzo se funziona. Il problema è che poi vado a finire come per lo xanax.

Esercizio fisico? Con la stagione appena iniziata l'esercizio fisico di certo non mi manca.

Ridere. Ci si prova.

Ok, proviamo per una settimana e vediamo quello che succede.

martedì 30 giugno 2015

Messer Lovas e la filosofia etilica

Dovunque mi trovi, in ogni momento della giornata mi sento preso nel mirino di autoproclamati cecchini morali con le dita sui grilletti di fucili caricati a sentenze senza appello, la maggior parte delle quali avente per carica il tema del fatto che non faccia esattamente sforzi eccessivi per la ricerca di un senso alla vita.

Ma porca puttana, dove cazzo sta scritto che la vita ha un senso?

 Dove cazzo sta scritto che deve avere un senso?

La vita è qualcosa che ci ritroviamo in petto senza che lo chiediamo, senza che nessuno ci dia il fottuto manuale d'istruzioni.

Da qui fino al momento in cui non prendiamo in affitto un bel monolocale al camposanto è qualcosa che semplicemente c'è, ed è l'unica cosa che abbiamo in comune con tutti i restanti frutti di madre natura.

Perchè cazzo deve avere per forza un senso? La vita va vissuta. E questo è l'unico fottuto senso che deve avere.

Punto.

sabato 27 giugno 2015

Ho sempre avuto questa specie di fissa per la tecnologia.

Che con le finanze disastrate che mi ritrovo è come essere golosi di cassata e soffrire di diabete.

Comunque.

Di recente m'è presa la fissa per la stampa 3D. Peccato che una stampante del genere, del modello più  scrauso, chiavi in mano costa sui settecento euro. Per quella cifra posso farmi una macchina, altrettanto scrausa.
E mi avanzano pure i soldi per lo stereo.

"E comunque" mi fa Princess Nympho "che cazzo ci fai?"

Beh, tecnicamente potrei usare uno di quei programmi per ottenere un modello tridimensionale del mio cazzo da una foto e stampare un vibratore su misura per quei momenti in cui si sente sola.

Momenti che grazie all'inizio della stagione cominciano ad essere anche troppo frequenti per i miei gusti.

Quando gliel'ho detto ha accennato al fatto che a Contessa Luna farebbe molto piacere una cosa uguale.

Non so. La cosa mi lascia un po' perplesso.

Per due buone ragioni.

La prima è che il fatto che una ragazza possa ficcarsi nel proprio apparato riproduttivo una copia del mio pene mi farebbe sentire come se stessi in qualche modo tradendo Princess Nympho.

La seconda è che pensare che Contessa Luna possa usare una replica in plastica del mio cazzo invece dell'originale in carne e ossa, beh, diciamo che mi disturba un po'.

Ma solo un po', eh?

lunedì 22 giugno 2015

Non sono quel che si dice un latin lover

Ciò nonostante ho preso l'abitudine di segnare quel che piace o potrebbe piacere a quelle che sono le protagoniste dei miei sogni erotici. Non si sa mai se è quando certe informazioni possano tornare utili.

Contessa Luna ad esempio mi ha confidato che la manda su di giri l'uomo prodigo di attenzioni al seno.
Della serie: certe cose vanno prese di petto.

Il recente acquisto del lato contabile del locale invece ha una passione per i massaggi dietro il collo.
Una cosa che ho scoperto per caso, quando affettuosamente (leggi: senza secondi fini) le ho massaggiato la suddetta parte del corpo ottenendo l'effetto di una presa vulcaniana.

Ora che ci penso è la stessa ragazza che evita di usare lo zucchero perché a suo dire rende accondiscendenti.

Ok, ferma un attimo.

Ho appena riletto quello che ho scritto.

No. Decisamente non somiglio ad un latin lover.

Ma ad un cazzo di stalker sociopatico si, cazzo!

domenica 7 giugno 2015

Piccole cose che vale la pena annotare

Dalle mie parti è usanza quando passa una macchina dal blasone prestigioso, come una Ferrari, rivolgersi ad una persona designata alla coglionatura con un "oh, ma t'hanno fregato la macchina?".

No. Non ho una Ferrari. Ma considerando quanto ho tirato fuori per ripararmi la macchina da quando l'ho presa, quasi spendevo meno a comprarmene una.

L'ultima della lunga lista di rotture è la frizione.  Ovviamente la vigilia del fine settimana.

Quattrocento e passa euro e passa la paura. E meno male che il tizio è un amico, cioè, lui mi considera sicuramente tale, visto che gli permetto di mantenere moglie e un paio di amanti.

Comunque, sono due giorni che sono tornato ad usare i mezzi.

L'impressione di essere tornato a quando andavo a scuola si è rafforzata quando ieri una ragazza sui sedici anni s'è messa seduta vicino a me.

Ora immagina: oggi mi sono ritrovato seduto sullo stesso identico posto, e la stessa identica ragazza si è seduta accanto a me.

Ci siamo guardati negli occhi e contemporaneamente siamo sbottati a ridere. Alla fine abbiamo scambiato due chiacchiere.

Ragazza simpatica, magari un po' intimidita dal sottoscritto (lo dico sempre che ho il phisique du role del serial killer), ma senza dubbio una compagnia molto più gradevole di quanto questi tragitti permettano.

Piccole cose che rendono piacevole la giornata.

Ah, non ci siamo scambiati i nomi: la situazione pareva già abbastanza equivoca.




domenica 31 maggio 2015

Rimpianto: il tuo nome è donna

Da che ho discernimento di queste cose colleziono rimpianti come neanche un album di figurine calciatori, e ho imparato a riconoscerne il retrogusto amarognolo appena mi capitano sotto il naso.

C'era una volta questa ragazza, la prima di cui mi sia seriamente innamorato (dove per innamorato intendo pensare ad una ragazza/o la maggior parte del tempo senza dedicarle neppure una sega): le ho sbavato dietro in segreto per un tre o quattr'anni, senza mai farle capire nulla.

Alla fine mi sono dichiarato. Quando lei si era appena messa insieme ad un altro.

Tu guarda la sfiga: risolvi tutti i problemi che t'impediscono di dirle quello che provi e ti dimentichi l'unico veramente importante: il tempismo.

Ormai avevamo superato la famigerata linea d'ombra, con lei che (garbatamente, va detto) cercava di evitare ogni singolo contatto, ed io che facevo i conti col primo due di picche della mia vita.

L'ho rivista nelle foto del suo matrimonio che ha postato su faccia libro: Semplicemente radiosa.

Amo P.N. Seriamente. E l'idea che abbia scelto me per un futuro insieme mi rende orgoglioso. Solletica quella parte del mio ego che dice che in fondo qualcosa che valga in me ci sia.

Ma rivedendo quelle foto non riesco a dimenticare quel due di picche. Il primo di una lunga serie. E l'unico che mi ha veramente bruciato.

venerdì 22 maggio 2015

Zitto, non dire nulla!

Kore mi ha dato lo spunto per un post filosofico barra esistenziale come solo quando sono sotto gli effetti dei fumi dell'alcol riesco a fare.

Un ottima cosa considerando che attualmente i fondi per la birra hanno subito una drastica spending review. Grazie Kore, ricordami che devo aggiungere il tuo nuovo blog alla lista di quelli che seguo 😉

Qui si parla di maschere. Non di quelle di carnevale che a maggio puoi ancora trovare in qualche china store ritardatario.

Ma di quelle che ogni giorno ci costruiamo non per fare bella figura davanti agli altri (che comunque riescono a percepire talvolta a livello inconscio) , ma per il semplice scopo di tirare avanti.

Maschere che a volte cadono come cadono a me le palle quando ascolto Gigi D'Alessio lasciando le nostre pudenda alle mercé degli spifferi e della (risatina sarcastica) vergogna.

A me di recente è successa una cosa simile.

Parliamoci chiaro: Lovas Kont è una maschera, costruita con gli elementi della mia personalità che  odio meno.

Il fatto è che ultimamente questa maschera ha subito più attacchi di quanti ne abbia mai subiti un firewall governativo da Anonymous, e si è sbriciolata come un tocco di fumo nelle mani del mio ex-cognato.

Ho dovuto riconsiderare non solo molte delle mie priorità, ma anche molte cose che ormai davo per scontate, forme mentis che pensavo di aver accantonato (se non proprio buttate nel cesso).

La più eclatante, ovviamente è il matrimonio. Se prima lo consideravo un semplice contentino per P.N. mi sono ora scoperto a desiderarlo davvero.

La paternità: non ho cerchi nel tronco da contare, ma è chiaro che sebbene "giovane dentro" l'anagrafe parla con il tatto di un carro armato.

La religione: per il momento l'ateismo conduce in classifica, ma il bisogno di una dimensione spirituale rosicchia punti con lenta costanza.

Il lavoro: non odio il lavoro. Odio questo lavoro. Ma finora mi è stato comodo per pagarmi bevute, sfizi e inconcludenti progetti a medio/lungo termine. Fra circa sei mesi dovrò pensare alla mia donna, devo davvero trovarmi qualcosa di meglio.

Le radici: piantiamola con le stronzate: amo la mia famiglia. Amo la mia città. E che tu possa perdonarmi, amo la mia patria. Ma ormai sento puzza di muffa lasciata a stagionare sotto il tappetino del bagno ovunque giri il naso. Penso con sempre maggiore insistenza di emigrare. Cambiare aria mi farebbe davvero un gran bene.

Le scelte: sei su una nave che affonda, con tutti quelli cui vuoi bene attorno a te. Vorresti salvare tutti ma puoi portare solo quattro persone sull'ultima scialuppa con te. Chi salvi? La tua famiglia? I tuoi amici? La tua donna con un paio di nipoti? Ancora non so chi scegliere.

Se fossi un computer avrei bisogno di un bel robot.

giovedì 21 maggio 2015

Vabbè, eccoci qui con il nuovo episodio della trilogia in n parti della saga "il Lovas depresso".

Visto che il post scorso non era abbastanza deprimente ho deciso di tediarti con un tema decisamente più allegro: la morte.

Princess Nympho ne ha una paura fottuta. Non è il mio caso.

Cioè, alla fine la morte è l'unica esperienza che il cento per cento dell'umanità può dire di aver provato o che comunque finirà per provare.

Sono ragionevolmente sicuro che al momento in cui scrivo nessuno che l'abbia vissuta in prima persona se ne sia lamentato, quindi non credo sia una cosa tanto brutta, no?

Nah, non è la morte in se che mi spaventa.

Quello che mi lascia irrequieto è il pensiero di non riuscire a fare le cose che vorrei fare prima di raggiungere la fine della garanzia. E fidati se ti dico che sono veramente, ma veramente parecchie le cose che vorrei fare prima di scoprire in prima persona se c'è un Dio dall'altra parte.

A pensarci bene, la morte sembrerebbe un comodo tasto di reset: una pressione e tutti i problemi, cazzi e smazzi andrebbero allegramente a farsi fottere.

Suona facile. Allettante. Anche troppo allettante per i miei gusti.

CAZZO DOV'È LA VODKA?!?!?!?!

Autodiagnosi di un cagasotto

Ok. Devo venire a patti con questa cosa: credo di stare per entrare in una lieve ma sgradevole crisi di depressione.
O quanto meno di un esaurimento nervoso.

La causa? Boh.

I sintomi? una costante, pressante sensazione di angoscia.

La sento aleggiare attorno a me come una scoreggia silenziosa allo zolfo mischiato con aglio.

Come una nuvoletta di fantozziana memoria da cui goku mi doccia con fiotti di piscio acido.

Impotenza: non sessuale, malgrado le occasioni di fare roba con Princess Nympho stiano calando notevolmente mi attesto comunque sui cinque orgasmi a botta tre giorni la settimana.

La sensazione che qualunque cosa (buona o cattiva) mi sia successa, succede o succederà non potrò mai fare in modo di poterla agguantare o contrastare.

La sensazione di sentirmi costantemente non all'altezza.

La responsabilità non mi spaventa, ed alcune scelte che sto facendo lo dimostrano pienamente. Mi spaventa il pensiero di non essere in grado di provvedere alla mia famiglia.

E la guerra, cazzo. Ho scoperto di avere una paura fottuta della guerra.

Ho sentito abbastanza storie dall'Anziana Progenitrice Del Lato Materno Della Famiglia prima che la Comare Secca venisse a trovarla da ringraziare di non averla vissuta sulla mia pelle. Ora non riesco a passare mezza giornata senza stare a controllare le ultime notizie.

Cazzo, ho davvero bisogno di una birra....

martedì 3 marzo 2015

Ricapitolando...

È passato un po' dall'ultima volta che ho scritto "seriamente" (virgolette d'obbligo). Ma solo ora ho realizzato che sono passati più di due mesi.

Che cazzo ho fatto in questo tempo? Vediamo:

  1. Ho seppellito l'Anziana Progenitrice Del Lato Materno Della Famiglia;
  2. Ho passato Buona parte del mio tempo libero a mettere da parte il contante per il matrimonio con Princess Nympho;
  3. Ho dato una mano ad un amico a montare un documentario che probabilmente non vedrà mai la luce;
  4. Ho giocato un po' con Garage Band, valutando l'opzione di aprirmi un account su Soundcloud;
  5. Ho aiutato un amico a fare a patti col fatto che, citando Superman Return, " il figlio è diventato padre;
  6. Mi sono nascosto sotto il letto per paura dell'isis;
  7. Ho visto "50 sfumature di grigio", rischiando di essere linciato in sala (no dai, seriamente, non ho mai visto un film involontariamente comico come quello);
  8. Ho accarezzato l'idea di andare all'estero per mettere su un chiosco di panini al salame grigliato;
  9. Ho evitato il manrovescio di Princess Nympho quando gli ho accennato la cosa;
  10. Ho cercato di capire se lo spillatore guasto non fosse solo una scusa usata dal mio pub di fiducia per non dire che ha fallito;
  11. Ho cominciato a progettare un maggiordomo robotico programmato per mandare a fare in culo quelli che mi svegliano alle otto di mattina del mio giorno di riposo;
  12. Ho provato a riprendere in mano il portamine e gli A4 per vedere se posso scrivere qualcosa che assomigli ad un fumetto.
Beh, tutto sommato mi sono tenuto discretamente impegnato...

lunedì 2 marzo 2015

Un post privo di significato

Appena letto da qualche parte che Pornhub sta realizzando un braccialetto in grado di convertire il moto sussultorio delle seghe in energia elettrica.

Fanculo il solare, fanculo l'eolico: se avessero inventato un aggeggio del genere una ventina d'anni fa avrei risolto il problema dell'energia praticamente da solo.

Ps. Con questo post assolutamente privo di significato torno a scrivere dopo un era geologica di prigrizia carpale. Lovas è morto. Lunga vita a Lovas.