Lettori fissi

venerdì 16 settembre 2016

Non c'è cosa più divina che sognare la cugina



l'altro giorno io e Princess Nympho siamo andati a versare l'anticipo per il ricevimento del matrimonio.

Anche se dare cinquecento e passa carte ad una tipa che con ogni probabilità non si toglierà mai l'abito da cocktail in mia presenza non sia esattamente il massimo dell'attività di coppia, con i turni che mi ritrovo è bene non stare troppo a sindacare sulla qualità delle gite che facciamo fuori porta io e P.N.

Ci ha accompagnato perfino sua cugina.

Piccola premessa: dopo otto anni che è stata assieme ad un tizio che praticamente la teneva segregata in casa, sono costretto ad ammettere che la ragazza è decisamente sbocciata.

Non nego che in più di un'occasione il suo polposo camel toe abbia fatto capolino nel mio specchietto retrovisore durante il tragitto.

Non nego neppure che nella mia testa il conflitto su ciò che i miei occhi dovessero vedere e ciò che volessero vedere mi abbia quasi fatto diventare strabico.

COMUNQUE.

Dopo pranzo, a casa, il caldo (e l'amatriciana che la Couisine I'D Like To Fuck ha preparato) ha fatto il suo dovere ha fatto venire a tutti una gran sonnolenza.

Sai che quando voglio so essere cavaliere, perciò ho lasciato il letto alle assonnate signore.

A quel punto La Cousine I'D Like To Fuck se ne esce con la classica domanda in grado di mettere in crisi un uomo:

Cousine I'D Like To Fuck: - Guarda che c'è ancora posto, vuoi venire?-

Aggiungi anche che:
  • l'ha detto con un sorriso a dir poco malizioso;
  • distendeva le gambe in modo da offrire un ipotetico accesso facilitato;
  • ha provato (e le è piaciuto provare) l'entrata posteriore;
  • lei e Princess Nympho non sono esattamente verginelle in campo di esperienze saffiche.
Mettiti nei miei panni: che altro potevo fare se non declinare educatamente l'offerta facendo una battuta sul triangolo?

Sono un fottuto coglione.

sabato 10 settembre 2016

Sono un fottuto caso umano - Lovas e il tradimento

Immagino saprai già chi è La Concubina. Di recente i suoi hanno divorziato poiché il marito si è ritrovato cervo a primavera.

Non conosco personalmente la signora, ma Princess Nympho mi assicura che La Concubina non ha ereditato i venali tratti che la contraddistinguono dal padre.

Voci di popolo vogliono il cervo ex-marito rifiutare il pagamento degli alimenti, constringendola, a cinquant'anni, a trovarsi un lavoro come cameriera.

Posso solo immaginare quanto sia deprimente ritrovarsi a far parte della stessa plebaglia che fino all'altro ieri hai snobbato deridendola, e sai una cosa? Sono assolutamente e incontrovertibilmente dalla parte del marito: non è mai troppo tardi per impararsi a vivere.

Princess Nympho: -Cavolo, non mi aspettavo che fossi così stronzo!-

Stronzo. Io. Tu mi metti le corna, e dovrei anche provvedere al tuo mantenimento (magari anche a quello dello stronzo che ti sei presa)?

Ma chi ti s'incula!


Prendimi per ostinatamente riflessivo, ma io sono e resto dell'idea che se qualcosa non va in una relazione c'è solo una cosa da fare: sedersi.
E parlare.
Trovare una soluzione.
Poi, se vedi che non c'è soluzione, ci si lascia.

Se decidi di saltare a piè pari questi passaggi, non solo mi hai tradito, ma lo hai fatto con premeditazione (se non in malafede).

A quel punto, anche se sembra brutto dirlo, quello che succede dopo, o se non sei in grado di badare a te stessa non sono più cazzi miei.

Oh, la stessa cosa vale anche per me, chiaro? Perché se ci deve essere parità, parità deve essere. Punto.

et voilà, rieccomi qua a rompere le palle con la pseudocronaca della mia vita.

"ehilà, ciao Lovas, ma che fine avevi fatto?" dirai tu.

Ed io risponderò che da quando la decisione di mettere su famiglia è diventata definitiva ho avuto ben poco tempo da dedicare a qualunque attività non fosse strettamente correllata alla raccolta fondi per il matrimonio.

Ivi compreso lo sfashion blog qui presente.

No, sul serio: l'ho trascurato a tal punto che a un certo punto ho pensato di non saper più scrivere.
Lo diceva pure il correttore automatico, prima che di suicidarsi assieme alla mia vita sociale.

Comunque ecco quello che ho fatto:
  1. ho continuato a fare il doppio lavoro, raggiungendo l'inquietante traguardo di diciassette ore lavorative sette giorni su sette;
  2. ho finalmente trovato la villa per il matrimonio: non male per un tizio che si sarebbe accontentato di un ricevimento dal porchettaro ambulante;
  3. ho aumentato la quantità di skill sul mio curriculum: la tizia che si occupa della mia previdenza ha esaurito l'inchiostro della stampante quando ha dovuto stampare la lista delle mie esperienze e capacità (modestamente);
  4. ho rimesso in sesto il netbook (quello da cui sto scrivendo);
  5.  ho dato una mano ad un tizio che conosco a mettere su un podcast.
la sola cosa che non ho fatto è dedicarmi a qualcosa di cui mi fregasse qualcosa.